Addio a Los Angeles

Tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare. Anche nell’idea dei testimoni dello sposo (sposo che poi sarei io) c’è di mezzo il mare. L’Oceano Atlantico. Una di quelle idee che tante volte si dicono o si buttano li, ma che poi per via di varie cose (la famiglia, gli impegni, il mare..) non si realizzano mai.
Questa volta invece…detto fatto, il mare l’abbiamo sorvolato veramente con destinazione Los Angeles e la California, io (lo sposo), Filippo e Matteo (i testimoni) ed Emanuele (l’amico). Un’avventura indimenticabile e dall’elevata quantità di scemenza a più livelli, come solo un viaggio fatto da quattro fratelli amici fratelli può scatenare.
Un viaggio durato 5 giorni attraverso la California del sud (Los Angeles-Las Vegas-San Diego) percorrendo le immense pianure del Mojave National Reserve, le sperdute strade del Joshua Tree National Park e la mitica Route 66. I grattacieli di Los Angeles, le mille luci di Las Vegas e le spiagge soleggiate di San Diego. Luoghi così lontani dalla nostra abitudine visiva che ti lasciano per forza di cose un senso di fascino e di stupore profondo.

Ringraziare Filippo, Matteo ed Emanuele per aver reso possibile questo sarebbe scontato e superfluo. Loro sanno già quanto io gli sia grato per tutto, per esserci sempre e per qualsia cosa come dei veri fratelli. Questo viaggio è stato solamente un altro tassello della nostra incredibile amicizia.

Certo, scusate, ora anche qualche foto…

 

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Pale di San Martino

Trekking Click It nel comprensorio delle Pale di San Martino a San Martino di Castrozza (Tn), Trentino Alto Adige. Partenza con la funicolare fino al Rifugio Rosetta (2581 m s.l.m.), da dove iniziamo il nostro trekking attraverso lo splendido Altopiano delle Pale sui sentieri n.707 e n.709, con taglio sul Passo Pradidali Alto e poi giù in discesa fino al Rifugio Pradidali (2278 m s.l.m.). Questa sarà la nostra base logistica per i successivi due giorni di escursioni.
Giusto il tempo di recuperare le forze e farci assegnare la camera e siamo pronti per ripartire per un giro ad anello del Corno di Ball attraverso le vie ferrate Porton e Nico Gusella.
Fra sprazzi di sereno e dense nebbie completiamo il giro in circa 5 ore, comprensive di pause fotografiche e pause per riprendere fiato.

Il giorno successivo continuiamo il nostro girovagare nelle splendide Dolomiti delle Pale di San Martino sul Sentiero delle Sèdole, che dal rifugio Pradidali ci porta, sempre attraverso un anello, al Bivacco Minanzio (2250 m s.l.m.) e successivamente al Passo delle Lede (2695 m s.l.m.) per poi ridiscendere fino al Rifugio Pradidali per la seconda notte. Questo trekking, pur mantenendosi su quote relativamente basse, è stato piuttosto lungo e faticoso. Un saliscendi continuo fra ripidi canaloni sdrucciolevoli e discese su lunghi prati erbosi. Oltre alla fatica, anche il meteo ha fatto la sua parte, con una giornata grigia e nebbiosa. I bellissimi panorami promessi dai vari racconti e descrizioni lette, hanno lasciato spazio a nuvole, nebbia e solo raramente qualche sprazzo di sereno.

Per il rientro a San Martino di Castrozza (terzo giorno), abbiamo infine deciso di scendere attraverso il sentiero n.715 e n.702 avendo così un’ulteriore e diversa vista su queste bellissime montagne.

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Corvara & Friends

Anche quest’anno abbiamo avuto occasione di ripetere la bellissima esperienza di passare qualche giorno in montagna, ospiti degli amici Stefano ed Emanuela, nonchè della piccola e meravigliosa Giulia. Meta della nostra vacanza: Corvara…e dintorni. Non mi soffermerò qui a raccontare e descrivere bellezza dei luoghi, le immagini spero possano parlare per me. Corvara si trova in uno dei contesti più famosi ed apprezzati sia in estate che in inverno delle Dolomiti trentine. La possibilità di trekking è pressochè infinita. Dai percorsi più facili e semplici adatti a tutti, a vie ferrate ed arrampicate per i più esperti. In ogni caso, qualsiasi avventura si voglia intraprendere, la bellezza del territorio e del paesaggio che ti circonda lascia a bocca aperta.

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Valli delle Messi e Campovecchio

Due giorni di camminate con amici, in alta Vallecamonica immersi nelle montagne delle Valli delle Messi e Campovecchio. Non esiste nulla di meglio per ricaricarsi e per rigenerare anima e corpo. Base di partenza l’appartamento a Edolo di Matteo e Amaranta che ci hanno ospitato per due notti. Dopo alcuni consulti, proposte e suggerimenti decidiamo per un giro ad anello nella Valle delle Messi a Ponte di Legno per il primo giorno  e l’incantevole Valle di Campovecchio a Corteno Golgi per il giorno successivo. Piuttosto lungo il primo trekking e più rilassante e corto il secondo.

Di seguito alcune immagini delle bellissime camminate e di alcuni momenti in particolare, come il pranzo al sacco nel pungente vento del Bivacco Linge, le deviazioni e i tagli nelle lingue di neve sui pendii erbosi, i camosci che ci osservavano dall’alto delle rocce verso il Lago Nero, le case fiabesche di Campovecchio con il torrente dalle mille gradazioni di azzurro e turchese. La compagnia degli amici, Sofia e la macchina fotografica. Io non saprei che altro chiedere o volere.

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Guglielmo

Camminata pomeridiana sul “nostro” Guglielmo per scattare qualche immagine in completo relax e godendosi al massimo i momenti con calma e tranquillità. Dopo una serie di lavori ad eventi, interior-design e prodotti, ritornare a fotografare il mio amato paesaggio e le mie montagne era quello che ci voleva.

La giornata è stata splendida, offuscandosi purtroppo però verso sera…proprio quando avrei voluto e dovuto tirar fuori le immagini migliori. Ma questo per me è un classico!

Poco male, sono abituato e mi sa che lo sono un po’ tutti i paesaggisti. Per un tramonto perfetto c’è ne sono decine e decine andati male, magari dopo ore di cammino.

Alla fine comunque, in ogni caso, ci sono sempre loro, i panini e le patatine nello zaino che ti sanno tirar su il morale come poche altre cose!

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Adamello

L’Adamello (in lombardo Adamèl) (3.554 m s.l.m.) è una montagna delle Alpi Retiche meridionali e costituisce la vetta principale del gruppo omonimo.
Per un camuno appassionato di montagna, l’Adamello, rappresenta una sorta di santone, di mito, di padre con il quale doversi prima o poi confrontare.

Il confronto, molto faticoso, è avvenuto tutto in una giornata, dalle 2 del mattino (ora della sveglia) fino alle 10 di sera, ora del rientro a casa. Venti ore, di cui sedici passate a camminare per raggiungere la tanto ambita vetta. Gli ultimi 200mt di dislivello sono stati molto faticosi, con gambe e fiato che si facevano sempre più pesanti ad ogni passo ed ad ogni masso superato, ma la soddisfazione una volta avvistata la croce ti fa dimenticare tutta la fatica delle 8 ore di ascesa.

Tempo per fotografare non ce n’é stato molto e sinceramente, quando sei a corto di ossigeno e le gambe tremano, anche la capacità di impostare delle semplici foto diventa difficoltoso, pensi solo ad andare avanti, ti concentri sul prossimo passo e la voglia di fermarsi e scattare è davvero poca. In ogni caso ecco alcuni scatti della giornata, tanto bella quanto faticosa.

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Tre Cime e d’intorni…

Come promesso nel precedente post riguardante l’annuale escursione Click It, rieccoci quì, un anno dopo, a raccontarvi e mostrarvi la nuova gita aziendale fra le meravigliose Dolomiti Bellunesi nel Parco delle Tre Cime di Lavaredo. Con un itinerario un po’ insolito affrontiamo questo bellissimo percorso ad anello che dalla Val Fiscalina si snoda attraverso il Rifugio Comici e Lavaredo, passando per la ferrata del Monte Paterno e i cunicoli della De Luca-Innerkofler.
Non sono mancati momenti veramente emozionanti come l’ascesa alla cima del Paterno, l’attraversamento con le torce delle gallerie scavate nel ventre della montagna durante la Guerra Bianca o ancora lo spettacolare tramonto alla Sella di Lavaredo ai piedi delle Tra Cime.

La fatica come sembra è stata un’immancabile compagna di viaggio, ma senza la fatica cosa ne sarebbe della soddisfazione finale di sedersi a contemplare il panorama all’arrivo?
Per non parlare poi di pranzi e cene. Il Gulash con la Birra fresca o la Linzer con la panna, o il piatto del rocciatore con uova, pancetta e patate non avrebbero lo stesso sapore senza un buona dose di fatica. (Vabbè forse per Filippo sarebbero molto buoni lo stesso!!).

Salutandovi vi lascio alcune immagini della nostra avventura, rinnovandovi l’appuntamento per l’anno prossimo, con nuove montagne, nuovi territori e nuovi paesaggi da fotografare.

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Catinaccio

Con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia riesco finalmente a pubblicare le immagini della tradizionale gita aziendale Click It 2015. Abbandonato il comprensorio dell’Adamello, la destinazione di quest’anno è stata il meraviglioso gruppo del Catinaccio, massiccio delle Dolomiti situato tra la valle di Tires, la val d’Ega e la val di Fassa nel Parco naturale dello Sciliar.
Tanto il sudore versato e il mal di gambe accusato, ma sempre ripagato passo dopo passo da uno scenario naturalistico mozzafiato.

Ecco alcune immagini che raccontano questa meraviglia, rinnovando l’appuntamento con la gita Click It al prossimo anno.

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Serata al Lago della Vacca

Insomma, il Lago della Vacca è sempre il Lago della Vacca. Come la giri e la ri-giri questo luogo rimane sempre bellissimo e affascinante. Anche se conosco ormai a memoria ogni singolo sasso, ogni singolo ciuffo d’erba, ogni singola marmotta da Bazena al Tita Secchi sento sempre la voglia di ritornarci. Quest’anno, per cambiare un po’, abbiamo deciso di fermarci anche una notte al bellissimo rifugio ed assaporare pienamente il calare del sole sulle vette del Corno di Blumone e veder sorge l’alba sulle acque cristalline del Lago.

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Cima Colombine

Continuano le passeggiate in preparazione all’imminente stagione estiva di trekking e fotografia. Esplorando nuovi confini, ci siamo imbattuti in un bellissimo tratto del sentiero 3V che dall’Hotel Bonardi in Maniva arriva fino alla cima Colombine (2149 m s.l.m.), punto d’incontro fra le tre valli bresciane: Val Camonica, Val Trompia e Val Sabbia.

Da questa sommità si possono ammirare tantissime cime del comprensorio dell’Adamello e delle Prealpi Orobiche tra cui il Monte Adamello stesso, il Cornone del Blumone la Concarena, la Presolana, il Pizzo Camino ecc.

Per completare il percorso ad anello, dopo il Colombine abbiamo continuato fino all’altezza del Bivacco Grazzini dove la variante alta del 3V incontra il sentiero basso che in circa 2 ora ci ha riportato al piazzale del Bonardi.

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Dolomiti fra le nuvole

Nonostante un meteo avverso, confidando in qualche raggio di sole partiamo per una ciaspolata nel cuore delle Dolomiti di Ortisei. Camminata relativamente facile con partenza della Funicolare Resciesa e che dopo 1:30 min circa arriva al Rif. Brogles a quota 2045 m.s.l.m.
Con le nuvole a bassa quota e una condizione luce abbastanza piatta riuscire a fare scatti fotografici interessanti è stato piuttosto complicato. La maestosità delle tipiche “guglie” dolomitiche non siamo riusciti a vedere, ma questa carenza è stata ben ricompensata dalla compagnia degli amici e dalla voglia di una bella camminata all’area aperta in mezzo alla natura.

Sicuramente a fronte di tutto ciò, saremo “costretti” a ritornarci con condizioni meteo favorevoli, per immortalare tutto lo splendore di queste montagne uniche.

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Sentiero delle Torbiere

Nel tentativo, fallito per ben due volte e di cui mi vergogno molto, di raggiungere i Laghetti delle Valli posti a 1950 mslm nel comune di Schilpario (Bg), mi sono imbattuto in un bellissimo trekking che dalla Loc. Fondi porta alla Malga Gaffione, attraverso la Val Bona. Territorio integro e di particolare interesse naturalistico, soprattutto dal punto di vista botanico, il sentiero attraversa numerosi biotopi boschivi molto differenti fra loro, tra cui Ontaneti, Lariceti, praterie Alpine con gigantesche “macchie” di Rododendri e zone umide con pozze intorbate; Da qui il nome “Sentiero delle Torbiere”.

Purtroppo a circa 3/4 del percorso abbiamo dovuto rinunciare, fermarci e ritornare sui nostri passi in quanto la via porta a guadare per ben due volte il Torrente Gaffione senza l’aiuto di ponti. Al primo guado lo strato di ghiaccio sotto ai miei piedi si è rotto facendomi finire fin alle ginocchia nel corso d’acqua ghiacciato. Il secondo guado, invece, memori della precedente esperienza ci ha fatto desistere e con lo zaino in spalla siamo tornati verso casa.

Le immagini realizzate non sono molte, ma forse sufficienti per vedere i bellissimi boschi incontaminati che il sentiero attraversa.

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Maniva

I festeggiamenti di capodanno 2015 al Passo Maniva sono stati anche l’occasione, oltre che per passare qualche giorno in compagnia di amici, anche per uscire a fare qualche passeggiata fotografica nei dintorni. Le condizioni atmosferiche hanno regalato diversi spunti, alternando momenti di nebbia, di nuvole e vento a serenate notturne nitide e terse. Gli splendidi tramonti, infine, hanno fatto il resto, regalandomi una splendida luce per queste immagini.

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Valtellina & Friends

Due giorni di cascina fra pizzoccheri, vino, salamina e amici nel bellissimo comprensorio di San Giacomo, vicino ad Albosaggia in Valtellina. L’ospitalità dell’amico Jonni, la compagnia di Tessa, Meri e Michele, le premure della mia So, ma soprattutto le risa e i pianti della piccola meravigliosa Gaia hanno reso spensierati e sereni questi due giorni.

Ricambio questi bellissimi momenti con alcuni  scatti, spero graditi, del nostro weekend.

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Dal Tonolini alla Val d’Avio

Per il secondo anno consecutivo si è svolta la gita sociale-aziendale Click It. Per i due giorni di trekking di quest’anno abbiamo scelto il percorso che partendo dalla Val Malga di Sonico (Bs) porta al Rifugio Tonolini, dove era organizzato il pernottamento, per poi scendere, attraverso il Passo Premassone e la Val d’Avio, a Temù (Bs).

Due giorni di fatica e sudure, sete e fame, ma anche e soprattutto di favolosi paesaggi e spensierata compagnia.

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Landscape Val Braone e Valpaghera

Sabato scorso in compagnia di Andrea, abbiamo organizzato un’escursione per raggiungere l’ormai isolata località di Valpaghera di Ceto. Dopo la caduta dell’antico ponte alpino che collegava la Valle tramite la comoda strada di Ceto, l’accesso tramite la Valle di Braone (più lunga e impervia) risulta essere l’unico modo per raggiungere l’isolata località.

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Colombè!

Era da molto tempo che non tornavo più in questi paraggi. L’ultima volta sarà stata almeno almeno 10 anni fa, ma forse anche prima. Ecco allora che ieri, una domenica pomeriggio soleggiata di fine febbraio, partiamo per questa bellisima gita armati ci ciaspole, racchette, cane disperato e macchina fotografica. Li scorci che il percorso offre sono molti, ma il dover tenere a bada Django ha reso l’azione fotografica molto discontinua.

Come se non bastasse durante il rientro, in località Zumella, il nostro ubbidientissimo Django ci ha seminato per una romantica fuga d’amore con una cagnolina randagia incontrata sul sentiro. Lo abbiamo ritrovato 1h e 5km più tardi nel paese di Paspardo che gironzolava tranquillo con la sua cagnolina.

In ogni caso ecco alcuni scatti della giornata.

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