Adamello

L’Adamello (in lombardo Adamèl) (3.554 m s.l.m.) è una montagna delle Alpi Retiche meridionali e costituisce la vetta principale del gruppo omonimo.
Per un camuno appassionato di montagna, l’Adamello, rappresenta una sorta di santone, di mito, di padre con il quale doversi prima o poi confrontare.

Il confronto, molto faticoso, è avvenuto tutto in una giornata, dalle 2 del mattino (ora della sveglia) fino alle 10 di sera, ora del rientro a casa. Venti ore, di cui sedici passate a camminare per raggiungere la tanto ambita vetta. Gli ultimi 200mt di dislivello sono stati molto faticosi, con gambe e fiato che si facevano sempre più pesanti ad ogni passo ed ad ogni masso superato, ma la soddisfazione una volta avvistata la croce ti fa dimenticare tutta la fatica delle 8 ore di ascesa.

Tempo per fotografare non ce n’é stato molto e sinceramente, quando sei a corto di ossigeno e le gambe tremano, anche la capacità di impostare delle semplici foto diventa difficoltoso, pensi solo ad andare avanti, ti concentri sul prossimo passo e la voglia di fermarsi e scattare è davvero poca. In ogni caso ecco alcuni scatti della giornata, tanto bella quanto faticosa.

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Tre Cime e d’intorni…

Come promesso nel precedente post riguardante l’annuale escursione Click It, rieccoci quì, un anno dopo, a raccontarvi e mostrarvi la nuova gita aziendale fra le meravigliose Dolomiti Bellunesi nel Parco delle Tre Cime di Lavaredo. Con un itinerario un po’ insolito affrontiamo questo bellissimo percorso ad anello che dalla Val Fiscalina si snoda attraverso il Rifugio Comici e Lavaredo, passando per la ferrata del Monte Paterno e i cunicoli della De Luca-Innerkofler.
Non sono mancati momenti veramente emozionanti come l’ascesa alla cima del Paterno, l’attraversamento con le torce delle gallerie scavate nel ventre della montagna durante la Guerra Bianca o ancora lo spettacolare tramonto alla Sella di Lavaredo ai piedi delle Tra Cime.

La fatica come sembra è stata un’immancabile compagna di viaggio, ma senza la fatica cosa ne sarebbe della soddisfazione finale di sedersi a contemplare il panorama all’arrivo?
Per non parlare poi di pranzi e cene. Il Gulash con la Birra fresca o la Linzer con la panna, o il piatto del rocciatore con uova, pancetta e patate non avrebbero lo stesso sapore senza un buona dose di fatica. (Vabbè forse per Filippo sarebbero molto buoni lo stesso!!).

Salutandovi vi lascio alcune immagini della nostra avventura, rinnovandovi l’appuntamento per l’anno prossimo, con nuove montagne, nuovi territori e nuovi paesaggi da fotografare.

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Cima Colombine

Continuano le passeggiate in preparazione all’imminente stagione estiva di trekking e fotografia. Esplorando nuovi confini, ci siamo imbattuti in un bellissimo tratto del sentiero 3V che dall’Hotel Bonardi in Maniva arriva fino alla cima Colombine (2149 m s.l.m.), punto d’incontro fra le tre valli bresciane: Val Camonica, Val Trompia e Val Sabbia.

Da questa sommità si possono ammirare tantissime cime del comprensorio dell’Adamello e delle Prealpi Orobiche tra cui il Monte Adamello stesso, il Cornone del Blumone la Concarena, la Presolana, il Pizzo Camino ecc.

Per completare il percorso ad anello, dopo il Colombine abbiamo continuato fino all’altezza del Bivacco Grazzini dove la variante alta del 3V incontra il sentiero basso che in circa 2 ora ci ha riportato al piazzale del Bonardi.

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Venezia sconosciuta

Venezia e suoi mille vicoli, i suoi mille canali. Le persone che ci vivono, ci lavorano e ci giocano, quasi del tutto disinteressate dal continuo via vai di turisti e stranieri che ogni giorno passano accanto alle loro porte, alle loro finestre.

Una bellissima giornata di fotografia, in una Venezia sconosciuta, passata in compagnia di amici fantastici sempre pronti a dispensarti di preziosi consigli.

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Landscape Val Braone e Valpaghera

Sabato scorso in compagnia di Andrea, abbiamo organizzato un’escursione per raggiungere l’ormai isolata località di Valpaghera di Ceto. Dopo la caduta dell’antico ponte alpino che collegava la Valle tramite la comoda strada di Ceto, l’accesso tramite la Valle di Braone (più lunga e impervia) risulta essere l’unico modo per raggiungere l’isolata località.

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